La produzione del “Cacc'e Mmitte” di Lucera avviene solo nell'agro lucerino a 250 mt. sul livello del mare, nel pieno rispetto della tradizione ma tenendo nel debito conto le moderne tecnologie enologiche.
Nell'antichità il vino si produceva nei cosiddetti “palmenti”, masserie tipicamente meridionali attrezzate con vasche, di proprietà del latifondista che le metteva a disposizione di chi ne faceva richiesta per la pigiatura delle uve. Queste attrezzature potevano essere utilizzate esclusivamente nella giornata di fitto, al termine della quale l'utilizzatore, completate le operazioni previste per la vinificazione, lasciava il “palmento” a disposizione di un altro richiedente che vi versava le proprie uve. Il viticoltore, a questo punto, trasferiva il mosto dalla masseria del latifondista alla propria cantina, in città.
Da questa procedura deriva l'espressione “Cacc'e Mmitte” e cioè "Cacce" (cacciare fuori dal “palmento” il mosto ottenuto dalla pigiatura) e "Mmitte" (mettere nel “palmento” vuoto l'uva del successivo utilizzatore).
Negli ultimi decenni si è stravolto completamente il significato storico-etimologico di questo Doc, passando dal riferimento al metodo di produzione al particolare metodo di degustazione che consiste nel versare il vino nel bicchiere, nel degustarlo subito e nel versarlo nuovamente.
Il “Cacc'e Mmitte” di Lucera prima di essere imbottigliato soggiorna per alcuni mesi in botti di rovere di Slavonia dove acquisisce personalità ed equilibrata armonia. Vedi la scheda
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